Calcolo TFR: quanto prendi di liquidazione
Calcola il tuo TFR (liquidazione) dalla retribuzione e dagli anni di lavoro, con rivalutazione e imposta sostitutiva, e stima il netto. Gratis, senza registrazione.
Cos'è il TFR e quando si riceve
Il TFR (trattamento di fine rapporto, la «liquidazione») è una somma che il datore di lavoro accantona ogni anno per ogni dipendente e paga in ogni caso di cessazione del rapporto: dimissioni, licenziamento, pensione, scadenza del contratto a termine. I tempi di pagamento li fissa il contratto collettivo. Fonte: art. 2120 del Codice civile.
Come si calcola, passo per passo
Ogni anno si accantona una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5, meno lo 0,50% della retribuzione che il datore trattiene per il contributo aggiuntivo INPS (L. 297/1982, art. 3) se sei iscritto al Fondo lavoratori dipendenti INPS. Il TFR già accantonato si rivaluta ogni anno dell'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI, senza tabacchi) rispetto a dicembre dell'anno precedente. Per il 2025 la variazione è stata +1,1% e il tasso di rivalutazione circa 2,31% (ISTAT, gennaio 2026). Sulla rivalutazione si paga un'imposta sostitutiva del 17% (D.Lgs. 47/2000, art. 11, aliquota portata al 17% dalla L. 190/2014, art. 1, c. 623), che il datore di lavoro versa ogni anno e toglie dal fondo. Lo strumento ripete questi passaggi anno per anno: per ogni anno di servizio calcola la rivalutazione sul TFR dell'anno prima, toglie l'imposta sostitutiva e aggiunge la nuova quota.
Quale retribuzione conta
Conta la retribuzione utile ai fini TFR, che non coincide sempre con quella in busta paga: in genere comprende la paga base, gli scatti e le somme erogate con continuità (come tredicesima e quattordicesima), mentre può escludere i rimborsi spese e alcune somme occasionali. Nei periodi di malattia, infortunio, maternità e cassa integrazione si conta la retribuzione che ti sarebbe spettata lavorando normalmente (art. 2120, c. 3 c.c.). Cosa rientra dipende dal contratto collettivo: verificalo con il consulente del lavoro e inserisci la cifra annua lorda. Per partire dal netto puoi usare lo strumento da RAL a netto, e per la tredicesima quello sulla tredicesima netta.
Inflazione e tassazione: le inserisci tu
L'inflazione dei tuoi anni di servizio non è scritta nello strumento: inseriscila tu (il 2% proposto è solo un esempio). L'aliquota in uscita la stima lo strumento con il metodo di legge (TFR senza rivalutazione ÷ anni di servizio × 12, poi gli scaglioni IRPEF 2026); puoi sostituirla con quella che ti indica il consulente. La tassazione in uscita è separata dall'imposta sostitutiva: si applica alla somma delle quote accantonate, perché la rivalutazione è già stata tassata.
Cosa non considera, e perché è una stima
Il calcolo semplifica: retribuzione costante negli anni, rivalutazione a fine anno sul TFR dell'anno precedente, nessun anticipo ricevuto, nessuna destinazione del TFR a un fondo pensione. In caso contrario il risultato cambia. Il TFR in busta paga (Qu.I.R.) è stato possibile solo da marzo 2015 a giugno 2018 e oggi non si può più chiedere (INPS, messaggio 2791/2018). Il TFR versato a un fondo pensione segue altre regole: alla prestazione è tassato al 15%, che scende fino al 9% dopo 35 anni di partecipazione (D.Lgs. 252/2005, art. 11). È una stima: il calcolo esatto lo fa il datore di lavoro o il consulente del lavoro.
Domande frequenti
Come si calcola il TFR?
Ogni anno si accantona la retribuzione annua lorda divisa per 13,5, meno lo 0,50% per il contributo aggiuntivo INPS se dovuto. Il TFR già accantonato si rivaluta ogni anno dell'1,5% più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT FOI (senza tabacchi, dicembre su dicembre), e sulla rivalutazione si paga un'imposta sostitutiva del 17%. Lo strumento ripete il calcolo anno per anno e mostra quota, rivalutazione e imposta sostitutiva (art. 2120 c.c.; D.Lgs. 47/2000, art. 11, come modificato dalla L. 190/2014).
Il TFR è tassato?
Sì, in due modi. La rivalutazione annua paga un'imposta sostitutiva del 17%, già inclusa nel calcolo. Il TFR in uscita ha una tassazione separata. Il datore di lavoro calcola l'aliquota dividendo il TFR (senza la rivalutazione già tassata) per gli anni di servizio e moltiplicando per 12: su quel «reddito di riferimento» applica gli scaglioni IRPEF e ne ricava un'aliquota media (art. 19 TUIR). In seguito l'Agenzia delle Entrate ricalcola l'imposta sull'aliquota media dei tuoi ultimi cinque anni e ti chiede la differenza o te la rimborsa. Lo strumento stima la prima trattenuta; il conguaglio finale dipende dai tuoi redditi.
Come stimo il TFR netto?
Inserisci retribuzione annua lorda, anni e mesi di servizio e la tua ipotesi di inflazione; lascia a zero l'aliquota per usare quella calcolata con il metodo di legge, oppure inserisci la tua. Il netto è il TFR maturato meno la tassazione in uscita.